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Capanna Merigetto PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 11 Giugno 2009 21:42

 

CENNI STORICI E NOTE GENERALI

 

im000543_tSulle carte storiche dell'800 il "MERIGGIETTO" era già strutturato come alpeggio inserito nel sistema agro-pastorale che, unitamente alle alpi Vortem Cortetti, Polusa, Cascinelle, Piancarossa, Rattaiola, ecc., gravitava attorno al nucleo principale di Monteviasco e costituiva l'asse portante dell'economia di quei tempi, legata alla pastorizia ed allo sfruttamento dei pascoli e dei boschi, unica ricchezza delle valli. Sorto probabilmente nel '700, ha mantenuto le sue fonzioni di alpeggioo fino agli anni successivi la seconda guerra mondiale quando, mutate le condizioni di vita, su tutte le Alpi si assiste ad un progressivo abbandono della montagna e dei suoi ritmi di vita.

L'alpeggio giunge così agli anni '90 nelle condizioni testimoniate dalla foto qui riportata, con gli edifici ormai senza copertura e quasi interamente crollati di cui restano però ampie porzioni recuperabili almeno come disposizione planimetrica e cioè: un edificio principale (stalla ed abitazione), un deposito annesso e due piccoli cascinali per ilfieno ed i prodotti lavorati.

Da questa situazione prende il via il progetto di recupero condotto dalla sezione CAI di Germignaga con la collaborazione volontaria dei Soci ed alcuni aiuti finanziari di vari Enti quali la Regione, la Comunità Montana Valli del Luinese, nonchè con donazioni di privati.I lavori vengono completati nel giugno del 1994, quando viene innaugurata la Capanna alla presenza di circa 200 persone.

Da allora la Capanna è diventata centro di interesse per le attività escursionistiche e sci-alpinistiche della zona, che racchiude le cime più altee del varesotto, nonchè per le attività di controllo, tutela e studio del territorio da parte dei vari organi specifici quali le Guardie Forestali ed Ecologie e dal Soccorso Alpino.E' inoltre punto di accoglienza anche per i turisti stranieri che percorrono la cresta di confine tra il Lema ed il Tamaro. Le presenze si attestano su circa 1500 persone all'anno.

 

UBICAZIONE - ACCESSIBILITA' E POSSIBILITA' ESCURSIONISTICHE

La Capanna Meriggetto è situata a 1498 metri di quota in prossimità del confine con la svizzera in una valletta sottostante la cima del monte Polà, con favorevole esposizione a Sud-Est verso il monte Lema ed il lago Maggiore, protetta a Nord dalla cresta di confine che qui si spnge fino a 1700 metri di quota.

 

La capanna Merigetto è raggiungibile:

  • da Luino attraverso la val Dumentina e poi la val Veddsca si raggiunge Curiglia e quindi Ponte di Piero da dove, per funivia o lungo una caratteristica mulattieradi circa 1300 gradini, si giunge a Monteviasco; dall'abitato di Monteviasco sono percorribili due possibili itinerari che si riuniscono in prossimità dell'Alpe Corte; uno che attraversa l'abitato e prosegue in costa lungo la valle ed un altro che si diparte in prossimità del cimitero per proseguire fino alle Cascinelle e portarsi in quota lungo la cresta;
  • da Curiglia attraverso l'Alpe di Viasco e la valle del torrente Viaschina per confluire e proseguire sul sopracitato percorso lungo la valle;
  • da Curiglia attraverso l'Alpone di Curiglia - Madonna della Guardia - Poncione di Breno - passo Agario;
  • dalla località Predeccolo sia attraversando il monte Lema - Passo Agario, sia attraverso Madonna della Guardia - Poncione di Breno - passo Agario.
  • dal sentiero di cresta Lema-Tamaro, noto itinerario escursionistico in territorio svizzero, attraverso una deviazione che si stacca dal passo Agario e consente l'accesso alla Capanna.

CARTOGRAFIA:

  • Kompass 1:50000 - foglio n. 90
  • Carta Nazionale Svizzera 1:50000 - Malcantone
  • Carta Nazionale Svizzera 1:25000 - Brissago
  • Carta Nazionale Svizzera 1;25000 - Tesserete

I tempi di percorrenza e le quote altimetriche sono indicati sulla cartina. Le possibilità di escursioni sono molto varie e le cime più alte della regione, monte Gradiccioli e monte Tamaro, sono raggiungibili, magari dopo un pernottamento alla Capanna, con un unico percorso di 2h,30' ca., non escludendo anche la possibilità sci-alpinistica in periodi di buon innevamento (dicembre-marzo).

I panorami offerti sono di grande interesse e spaziano sulla catena alpina della Alpi Marittime al Monviso, dal monte Rosa al Cervino, dai Mischabel fino alla Weissmies ed alle montagne dell'Oberland Bernese tra cui svetta il Finsteraarhorn.

Il lago Maggiore con la Rocca di Caldè ed i Castelli di Cannero sono sempre presenti così come tante montagne che ne fanno degne cornice tra cui spiccano il Mottarone, il Proman, lo Zeda, il Limidario e le varie cime della Val Grande; basta spostarsi sulla soprastante cresta di confine per apprezzare la vista verso il luganese con i vari rami del suo lago, le Grigne, il Resegone, il Legnone e più lontani il Disgrazia ed il Badile fiino alla Piannura Padana in fondo alla quale, nei giorni di bel tempo si scorgono gli Appennini dell'Oltrepò.

Tutti i sentieri sono indicati con cartelli (non numerati) e con segnaletica bianco-rossa.


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AMBIENTE, FLORA E FAUNA

La Capanna è situata in un ambiente pressochè intatto, costituito da ampie brughiere e pascoli con radi alberi quali betulle, sorbi e soprattutto con vegetazione a cespugli di rododendro ed ontano alternati ad erica e mirtilli. Sono presenti affioramenti rocciosi della caratteristica pietra scistosa che da sempre è stata usata quale materiale da costruzione per le abitazioni rurali (pietra a spacco, la cosiddetta "pioda"). L'area è inoltre ricca di risorgive che hanno reso possibile la vita agli uominii ed animali domestici ache alle alte quote degli alpeggi. 

Peculiare caratteristica della zona è la torre del meriggetto, sorta di monolito di pertre sovrapposte costruito in tempi remoti forse da pastori per comunicare a distanza; situato poco sotto la Capanna è visibile da tutta la valle e dagli alpeggi principali.

La flora alpina tipica delle prealpi si manifesta lungo tutto l'arco dell'anno; crocus, soldanele e primule di varie specie compaiono subito dopo le scioglimento della neve, con le gienziane, compresa la rara varietà bianca; la zona è ricca anche dei caratteristici frutti di bosco quali fragole, lamponi e soprattutto mirtilli apprezzati e raccolti nei mesi di luglio e agosto.

Il camoscio è l'ungulato maggiormente presente nella zone ed è facilmente avvistabile dalla Capanna; da censimenti faunistici periodicamente eseguiti, la popolazione risulta di un centinaio di di esemplari; alle quote più basse dell'area, seppure numericamente inferiore, è pure diffuso il cervo; sono presenti anche diverse colonie di cinghiali, peraltroo in netto calo negli ultimi anni.

Numerose sono le specie di volatili tra cui spicca una coppia di aquile reali che sovente veleggiano in prossimità della Capanna; altre presenze sono la poiana, il gheppio con il suo caratteristico volo a "Spirito Santo" ed il corvo imperiale che nidificano fra le rocce che fanno da corona all'alpe Corte; nota perticolare meritano il gallo forcello e la coturnice, che non è difficile da avvistare tra i folti cespugli nei dintorni.

Tra i rettili domina incontrastasta la vipera, oggetto purtroppo di "attenzioni" non troppo amichevoli a causa della sua immeritata fama, nonchè della caccia dei rapaci sopracitati.

 

SCHEDA INFORMATIVA

 

Oltre alla scheda informativa è ora disponibile anche la brochure infomativa della capanna :

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Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Novembre 2010 16:48
 
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