Due giorni al Gattascosa in Val Bognanco 23 – 24 Settembre 2021

23/09/2021 Da San Bernardo al rifugio Gattascosa

Ci si ritrova in 9 al traghetto di Laveno con tempo nuvoloso un po’ opprimente che ci lascia un po’ perplessi, ma con le chiacchere e le battute di Enzio riaffiora l’allegria.

All’uscita di Domodossola e all’imbocco della val Bognanco il tempo sembra sempre più nuvolo e durante la salita che ci porterà al parcheggio del rifugio San Bernardo troviamo anche una bella nebbia; sulla strada asfaltata incontriamo anche un gruppetto di mucche che sembravano un po’ frastornate dalla nebbia  e qualcuno dice che se sino perse anche le mucche chissà noi……..

Arrivati al parcheggio del rifugio sempre in mezzo alla nebbia sempre perplessi ma pieni di speranza ( il meteo ci prospettava un miglioramento nel pomeriggio) e dopo un momento di panico perché Antonio ha scordato il Greenpass, ci mettiamo gli scarponi  e partiamo. Dalla chiesetta di San Bernardo imbocchiamo una trattorabile con indicazioni per Pragio, Monte del Dente, Lago di Oriaccia  e via di buon passo accompagnati dal chiacchericcio  del nostro Enzo. Dopo un breve tratto in discesa il sentiero inizia a salire ea divenire panoramico su tutta la Valle di Bognanco e su Domodossola che purtroppo non vediamo per via della nebbia.

Per questo tratto conduco il gruppo e ci teniamo in contatto con gli ultimo della fila tramite 2 radioline portatili tenute da Enzo e Antonio (tra battute varie e ci sei ? dove sei ? Ti sei perso ? Gurda quanti funghi …..)

Dopo circa 30 minuti più o meno in piano, sempre nella nebbia , il sentiero comincia a salire verso l’’Alpe del Dente, un piccolo alpeggio ormai ridotto ad un cumulo di rovine. Qui il sentiero comincia a salire sul serio sino al monte del Monte del Dente .Una volta arrivati al Monte del Dente, ci  fermiamo un attimo ma non possiamo ammirare il panorama perché la nebbia ci circonda ancora. Riprendiamo il cammino per il Lago di Oriaccia che taglia in leggera ascesa il versante meridionale della dorsale Cima Verosso – Monte del Dente e dopo circa 45 minuti attraversando a tratti delle pietraie arriviamo al piccolo Lago di Oriaccia (2140 mt), di origine glaciale incastonato in un piccolo anfiteatro sotto la Cima Verosso.Qui, ci fermiamo per una breve sosta per bere e mangiare qualcosina per prendere energia per la ripida salita che porta al Passo di Oriaccia .

Qui prima di ripartire la luce dal grigiore della nebbia comincia diventare biancastra ed a sciogliersi mistrandoci un pallido sole.

Dopo 5 minuti dal Lago di Oriaccia usciamo dalla nebbia e ci ritroviamo sotto un bellissimo cielo azzurro e sopra un mare di nubi da cui spuntano tutte le cime che superano i 2000 metri; la gioia e lo stupore per la vista straordinaria si sprecano cosi come le fotografie.

Raggiunto il Passo di Oriaccia (2326 mt ) prendiamo a destra  per sfasciumi rocciosi e arriviamo a dei pratoni dove decidiamo di mangiare dopo aver raggiunto la Cima Verosso, con una bellissima panoramica a 360 gradi (Pizzo di Andolla ,Weissmies , Lagginhorn, Fletschorn, Monte Leone ed il suo ghiacciaio ed in lontananza il Monte Rosa con la Capanna Margherita)  summo gaudio !!!.

Dopo un bel pranzo innaffiato con vino bianco e rosso e vettovaglie varie tra cui una buona baguette portata da Antonio ci rilassiamo per un ora mai stanchi di ammirare  un cosi bel panorama .

Quindi ripartiamo con grande dispiacere, scendendo dal versante svizzero, verso il visibile laghetto sottostante attraversando con attenzione una grande pietraia . Arriviamo al laghetto dove regna un’atmosfera magica di pace bellezza e serenità sotto un cielo azzurro stupendo. Da qui prendiamo  destra per la Bocchetta di Gattascosa dove ci accoglie una simpaticissima e gentilissima rifugista.

Tempo impiegato soste incluse 7 ore e 30 minuti , ore di trasmissione di Radio Enzo 7 ore.

Pernottamento al rifugio Gattascosa

Il rifugio è stato splendidamente risistemato e sembra un alberghetto di montagna ed è un bel punto di sosta per chi come noi ama le traversate e le montagne.

Colgo l’occasione di ringraziare tutti i gestori dei rifugi che con il loro lavoro e disponibilità ci permettono di godere ancor di più le giornate e le notti in montagna.

Dopo esserci lavati e cambiati scendiamo al piano terra per una bevuta e commenti sulla bella giornata trascorsa in attesa della cena.

Alcuni di noi decidono di farsi una partita a carte ; Enzo dichiara di essere un professionista di scopa ma dai rimbrotti del suo compagno di gioco capiamo subito che non è proprio così.

Qualcuno (Antonio) spinto dall’entusiasmo già parla di ghiacciai da attraversare e di 4.000 da fare; forza Antonio vai avanti tu che io ormai sono anziano ……………. !

Cena fantastica a base di polenta , spezzatino e salamini , e peperonata, il tutto innaffiato da un buon rosso.

Alla fine la rifugista, signora Graziella , ci porta 5 vasetti pieni di zuccherini sotto spirito con varie tipologie di erbe e gusti , tra cui uno con il peperoncino rosso ( mi sa che ci aspetterà una notte agitata)

Grazie signora Graziella.

Alle 9 e 30 fuori ad ammirare una luna piena che illumina le cime attorno a noi .

Antonio oltre al greenpass scopre che ha dimenticato anche la pila, ma per c’è la possibilità di accendere le luci, speriamo che non faccia come da Gigi, dove per andare in bagno ha illuminato tutto lo chalet e visto che era in mutande non era un bello spettacolo (anche se lui di dice di avere un fisico della Madonna !!!)

Devo prendere un appunto per la prossima volta , portare i tappi per le orecchie , Gigi non ha dato tregua e Paolo  per cercare di interrompere la sua sonata ha rischiato di attirare tutti i gatti della zona .

24.09.2021 2° giorno Dal Rifugio Gattascosa al Pizzo Pioltone 

Buon giorno ore 07:30

Dopo abluzioni con strategie varie per cercare di infilarsi nei bagni prima degli altri scendiamo a colazione.

Ci accoglie una sorridente la signora Graziella che ci serve un’abbondante colazione,

Alle ore 8 e 30 lasciamo il rifugio e ci incamminiamo verso il passo del Monscera a quota 2103 mt. Dal passo comincia la salita al Pioltone proseguendo a destra ( verso Est ) sul sentiero che supera prima un paio di dossi erbosi e poi con un’ ultima tirata, tutta su pietraia, si arriva al pizzo Pioltone ( o Camoscellahorn ) a quota 2612 mt., La  traccia verso la cima e ben evidente e costellata da ometti , comunque tratto sin quali alla cima  deve essere affrontato con attenzione, il terreno franoso può giocare brutti scherzi.

Il panorama è fantastico così come la giornata che quasi non ci accorgiamo della ripida salita, dopo 1 ora e 30 minuti dal passo arriviamo in cima dove ci fermiamo ad ammirare il panorama a 360 °.

Sotto di noi la val Divedro , e davanti verso nord il Pizzo leone con il suo ghiacciaio, gli impianti di San Domenico eil Pizzo Diei ed il monte Cistella .

Fatte le foto di gruppo e scritto sul libro di cima , felici e contenti giù  al rifugio dove ci attende un lauto pranzo preparato dalla signora Graziella.

Purtroppo il tempo passa troppo in fretta nei bei momenti e alle 15  è arrivata l’ora di pensare al ritorno a casa ma comunque paghi e soddisfatti di questi 2 giorni .

Dopo un buon caffè ed un ultimo giro di zuccherini , rigraziamo al gentilissima signora Graziella , con la promessa di ritornare d’inverno per fare una ciaspolata (credetemi la zona lo merita) scendiamo alle auto.

Giornate così speriamo di averne ancora perché sono indimenticabili per la vista e la compagnia

Partecipanti

Lucia , Giancarlo, Angelo, Roberto, Antonio, Enzo, Paolo , Gigi  e Alfredo


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