Pizzo delle pecore 21 giugno 2021

Pizzo delle Pecore (2018 mt)  da Cardezza Val d’Ossola 

La cima del Pizzo delle Pecore  fa vedere tutto, ma proprio tutto quello che c’è da vedere: l’Ossola, da Mergozzo al Sempione, tutti i quattromila occidentali tra cui spadroneggia, al solito, il monte Rosa con la sua parete Est che sembra di toccarla. Le montagne di Devero, con il Cistella a far da guardiano alla Rossa, al Crampiolo, al Cervandone. E poi le vette della adiacente ValGrande. Peccato che oggi il tempo non ci ha permesso di vedere di tutte queste bellezze: ci siamo fermati all’alpeggio Corte di sopra (1609 mt) dove abbiamo pranzato.

Dal punto in cui si lascia l’auto, si  segue la carrabile privata e in circa 50 minuti si arriva a  Marzone e si seguono  i cartelli indicanti il sentiero A24. Dopo una breve scorciatoia nel bosco, si esce ancora su carrabile che, con veloci e ripidissimi tornanti, ci porta all’alpe Coriesco (1124 mt). Dall’alpe, seguendo i segnavia, si risale su sentiero il bosco sino alla Colla Bassa (1653 mt) questo è il tratto più duro della salita. Dalla Colla Bassa si cammina su un lungo traverso con molti sali scendi e si potrebbe dover  attraversare due lingue di neve residue, per cui bisogna cosa prestare attenzione .Dopo i nevai si comincia ad intravvedere la Corte di Sopra, un nucleo di baite ristrutturate splendidamente. In breve, con un tratto di discesa si perviene all’alpe dove c’è il Bivacco Corte di Sopra (1609 mt) – oggi chiuso per ristrutturazione -.

La cresta del Pizzo è resa riconoscibile da due grandi ripetitori. Individuati questi, si scorge anche la traccia che sale ad una bocchetta.La salita alla bocchetta è piuttosto dura e, arrivato alla stessa ci si affaccia su un grande canalone che precipita diretto in Ossola. Dalla bocchetta si sale a destra lungo il tratto T3 della gita che consiste in un traverso erboso e roccioso molto esposto sul canalone. I pochi passi vanno mossi con cautela e, in caso di bagnato, queste precauzioni devono essere accentuate.
Superato questo tratto delicato, si prosegue per un sentierino che percorre la cresta mantenendosi sul lato orientale della stessa. Si superano i due ripetitori prima che la via si impenni. Qui occorre fare attenzione per non perdere le  tracce (il sentiero non punta le roccette ma resta a destra, a monte di una pianta) . Usciti dallo sperone, in pochi minuti, si  è in cima.
Ma questo lo faremo un’altra volta .

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